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La chiesa di S. Antonio Abate

Castrofilippo, la sua storia
di Calogero Cinquemani, pubblicato il: 09/07/2016 in: , Letto: [959] volte

Santuario di S. Antonio AbateAndata in rovina l'antica chiesa, vi fu un periodo di torpore dell'interesse dei casrofilippesi nei confronti della chiesa di S. Antonio Abate, giustificato anche per causa degli eventi bellici del 1915/18. Intorno al 1920 vi fu il risveglio da questo torpore e un forte desiderio di ricostruire il tempio si impadronì dell'animo dei fedeli. Si racconta che particolarmente animoso, da questo punto di vista, fu un certo "masciu Tanu". Si organizzò, quindi, un comitato capeggiato dal Notaio Calogero Ricottone. Una maniera per raccogliere le offerte per la costruzione era la compera di maialini, detti "ntunuzzi" (cioè di S.Antonio). Essi erano lasciati liberi, dopo avere subito un particolare taglio delle orecchie perchè tutti potessero riconoscerli. Erano nutriti dalla popolazione e la sera, secondo i racconti, andavano a dormire vicino alla chiesa. Quando erano abbastanza grassi, si vendevano al mercato, oppure si macellavano e se ne vendeva la carne. I lavori furono iniziati nel 1923 e si protrassero per più di dieci anni. La facciata richiama alla mente le antiche cattedrali di stile goticizzante.

I fedeli parteciparono con offerte di oro e argento alla fusione di una delle campane, effettuata da operai di Burgio, verso il 1928. La costruzione della chiesa ebbe termine nel 1934. E fu una gran festa, per tutto il popolo, quando l'antica e pregevole statua di S. Antonio Abate, di cui purtroppo ignoriamo l'autore, fu riportata dalla Matrice alla sua chiesa sull'altare maggiore di mogano scolpito a Castrofilippo nel 1933. Il 1° gennaio 1938 la chiesa fu elevata a Parrocchia ed il primo parroco fu Don Savatore Cinquemani. Il 1° giugno del 1947 ebbe la nomina a Prepositura e il 9 maggio 1971 a Santuario. Il bastone d'argento, che il Santo tiene nella destra fu regalato nel 1963.

La chiesa misura metri 18 x 7. L'interno è di stile classico-rinascimentale e fu arricchito di stucchi ornamentali, in oro zecchino, nel 1950 e poi nel 1974 (dai fratelli Emma di San Cataldo). La volta è ornata da tre pitture su tela che raffigurano episodi della vita del Santo. Sei affreschi poi, tre per lato, fanno da cornice all'altare maggiore. Le nicchie laterali sono dedicate a San Giovanni Bosco (1932), al Sacro Cuore di Gesù (1937), a Maria SS Ausiliatrice (1937), a San Francesco d'Assisi (1937), alla Madonna di Fatima (1940), al SS Crocifisso (1943). Tutte le statue appena menzionate sono state scolpite su legno da Obletter di Ortisei (Bolzano). L'oratorio fu costruito nel 1940 qui, è un quadro dipinto su copensato da Giuseppe Agrò, di Racalmuto, nel 1942 ("Gesù e i pargoli").

x-voto. Così possono essere ammirati pani che imitano le parti del corpo miracolate. Il pane viene poi distribuito ai parenti e agli amici, ma sopratutto ai malati.

(da "Castrofilippo nella storia" di Tommaso Inzalaco)