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La Duchessa di Castrofilippo

Castrofilippo, la Storia
di Calogero Cinquemani, pubblicato il: 16/07/2016 in: , Letto: [713] volte

Ippolita Monreale, Duchessa di CastrofilippoNel 1858, il pittore palermitano Giuseppe Bagnasco (1807/1882) eseguì un ritratto che, per vivacità dei colori e per la perfezione artistica, fece scalpore tra la nobiltà del capoluogo siciliano e contribuì ad aumentare la sua fama.

L'opera ritrae la Duchessa di Castrofilippo ed era custodita presso la casa Lanza di Mazzarino, a Palermo. La data di esecuzione, purtroppo, non ci aiuta ad identifiare qual'è la Duchessa del dipinto.

Infatti l'ultima donna ad essere investita del titolo fu Ippolita Monreale (1764), la quale morì prima del 1819, visto che in tale anno il marito, Giuseppe de Bosco, Principe di Belvedere, si risposò.

Gli altri eredi diretti o indiretti, non ricevettero l'investitura del titolo. Tra l'altro due nobildonne che lo conseguirono, almeno per discendenza diretta, cioè Caterina e Ignazia del Bosco, nate dai due matrimoni contratti dal padre Giuseppe, morirono accomunate anche in questo, nello stesso dicembre 1854, a distanza di 15 giorni, quattro anni prima della data attribuita al quadro.

La donna del ritratto potrebbe corrispondere ad una delle due solo nel caso sia stata riprodotta da un altro dipinto o nel caso che l'opera sia stata iniziata anni prima e terminata quando il soggetto era già deceduto. Un'altra ipotesi potrebbe basarsi su un errore di datazione dell'opera stessa.

Infine, la dama potrebbe essere una parente superstite che, per tale motvo, sarebbe stata chiamata col titolo di Duchessa di Castrofilippo. 

Giuseppe Bagnasco, come già detto, nacque a Palermo nel 1807. Fu allievo di illustri pittori, quali Velasquez, il Patania e il Riolo. eseguì numerose opere, molte delle quali si trovano ancora a Palermo e in altri centri vicini.

Tra le più importanti possiamo ricordare i sipari: "Garibaldi a piazza Pretoria", "Il Parnaso", e le tele: "La Cena", "Autoritratto", "Processione dell'Immacolata a Palermo" e "S. Pietro".

(Tratto da "Castrofilippo nella storia - Tommaso Inzalaco)