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Storia delle origini e della baronia-ducato

Castrofilippo, passato e presente
di Calogero Cinquemani, pubblicato il: 06/04/2019 in: Portale Storia, Letto: [86] volte

Sicilia antica, cartinaLa protostoria del comune di Castrofilippo ha le sue radici nel feudo Bigini dove intorno al 1300 sorgeva il Casale. Con la denominazione di Casale, allora, in Sicilia, si intendeva un aggregato di case agricole, cioè una borgata rurale.

Era signore del Casale Bigini Bartolomeo Montaperto: così si rileva dai registri di Federico I di Aragona, re di Sicilia, pubblicati nel 1320. Il borgo sorgeva al centro del Feudo, e questo primo insediamento umano aveva scopi eminentemente agricoli mentre, socialmente parlando, conservava ancora tutta la struttura feudale.

Il territorio, in prevalenza argilloso e in parte calcareo, era scarsamente fornito di acqua dalla vicina fontana Ciurliu, poco distante dall'abitato. Sul versante occidentale del Feudo, su di una rupe che cade a picco nello stradone sottostante, sorgeva il Castello del Signore, di forma quadrangolare e munito, ai quattro angoli, da altrettante torri. Sotto la rupe del Castello una grande sorgiva di acqua potabile.

Nel 1505 era Signore del Casale Antonio di Ponte; ma sia il Casale come il Castello erano già rovinati a seguito dei fatti d'armi avvenuti per la successione viceregia di Sicilia durante il periodo della guerriglia tra il Conte di Modica, gran giustiziere del Regno di Siclia, e la Branca di Castiglione, moglie di Martino II. Antonio di Ponte impetrò allora dal Re Ferdinando il cattolico, Re di Aragona e di Sicilia, il diritto di congregar gente; ma in realtà, il casale non fu più ricostruito.

Nel 1574 Stefano Morreale, interessato alla "lex populandi", emessa dal Re di Spagna, Ferdinando il cattolico, per il ripopolamento della Sicilia, ed in base alla quale il Signore feudale che avesse acceso dei fuochi, acquisiva, in rapporto al loro numero, un avanzamento nell'ocupazione degli scanni di uno dei tre rami del parlamento siciliano, comprò il Feudo Bigini con l'unito diritto di congregar gente. Ne ebbe la investitura per se ed i suoi eredi il 19-11-1574.

Stefano Morreale era Duca di Metinna, segretario e poi maestro del R. Erario, Vicerè di Sicilia (Pirri: Sicilia Sacra, p.749). Il paese, però, non fu ricostruito sulle rovine del vecchio borgo, come vorrebbe il Pirri; bensì distante da esso circa 2 Km. e dal Castello circa 500 m. Stefano Morreale, volle svincolare il nuovo paese dalla vecchia struttura di tipo feudale, ormai sorpassata, dandogli un'impronta più moderna. Costruì il paese sul pendio di un colle ameno aperto ad oriente ed a sud; servito da una ricca ed antica sorgente di acqua potabile, la Cuba (araba); vicinissimo ad una famosa strada commerciale e militare che univa Agrigento e Catania, che si snodava lungo la contrada Margiovitale a nord delle rovine greche e poi romane. A nord uno stradone, passante sotto il contrafforte del vecchio Castello, univa il nuovo borgo a Racalmuto.

Scrive Tommaso Fazzello nella pre Historia di Sicilia: Castrum-Filippi - anno millesimoquinquagesimoottuagesimoquarto a Stefano Morreale.

Il nuovo borgo fu chiamato Castrum Filippi, in onore di Filippo II di Spagna. Stefano Morreale fu il primo barone di Castrofilippo (Archivio di Stato, Palermo - Rivelo del 1607 del Notaro Nicolò La Vienne e Rivelo di Giovanni Lo Brutto). Il palazzo baronale sorgeva a ridosso della via Castello ed era prospiciente sull'attuale via Vittorio Emanuele ed apparteneva al quartiere del Castello o della Fontana. Intanto il paese si andava arricchendo della Chiesa Madre e della MAdonna del SS. Rosario e della Chiesa di S. Antonio Abate.

Visconte Cicala fu il primo duca di Castrofilippo (Diploma 1.10.1929, dato a Madrid dal Re Filippo III). Col Visconte Cicala, Castrofilippo assume lo stemma araldico che è quello attuale. Morto il Visconte Cicala, il ducato passò al nipote Maurizio Morreale figlio di Michele, sotto la cui Signoria la Chiesa Madre fu elevata al rango di Arcipretura. Gli successe Domenico e poi il fratello Maurizio II che morì giovane e fu sepolto nella chiesa cimiteriale di S. Antonio Abate. Il ducato di Castrofilippo, la baronia ed i feudi di Bellissora, Burgio e Torrevecchia, andarono al fratello Giuseppe che prese in isposa Ippolita Valguarnera e Branciforte, principe di Niscemi.

Nel 1764 il Ducato viene ereditato da Ippolito Morreale, ultimo dei duchi investiti. Il ducato cambia poi casato e passa ai Del Bosco (Morreale) e quindi ai Fatta Del Bosco, ma a Gugliemo non viene riconosciuto il titolo di duca di Castrofilippo, proveniente da Casa Morreale. Questo titolo, invece, è riconosciuto successivamente da decreto reale il 19.5.1907 al marchese Luigi Filippo Contarini di Maurizio di Agrigento e suoi successori che tuttora lo detengono.

Salvatore Racalbuto (Castrofilippo, passato e presente ed.1982 Amm.ne comunale)