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Fame e Ricchezza


di Calogero Cinquemani, pubblicato il: 03/05/2011 in: Opinioni, Letto: [1615] volte

AfricaPuò sembrare un paradosso ma la fame nel mondo si è aggravata per colpa della ricchezza. La crisi economica e finanziaria è stata generata proprio dalla ricchezza. Detentori del potere del denaro, i banchieri americani hanno ceduto alla tentazione dei soldi facili, quelli che si moltiplicano con gli investimenti a rischio. Stavolta il rischio, invece, li ha travolti e con loro ha travolto anche il mondo intero e non soltanto il mondo occidentale. Oggi si contano oltre 1 miliardo le persone che soffrono la fame per carenza di cibo, che non hanno le risorse vitali per potere vivere.

La crisi economica in alcuni ceti sociali fa mancare l’i-pod, in altri il lavoro (aiutati quando sono fortunati dalla CIG) ad altri, che vivono alle soglie della povertà, è venuto a mancare il cibo anche per i prezzi eccessivi dei generi alimentari che sono costretti ad importare da altri Stati.Papa Benedetto XVI esorta l’ONU e i potenti del mondo ad adottare strategie per combattere la fame nel mondo. Perché, dice il Papa, non è possibile accettare che nel mondo ci siano persone che soffrono la fame. Sarà ascoltato?

8.760.000, circa, sono ogni anno i morti per fame o per malattie correlate nel mondo (24.000 al giorno). Il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto cinque anni.

La politica Europea, per molti anni (troppi), ha applicato il cosiddetto set-aside legato ad aiuti economici per lasciare i campi incolti. Per cui milioni di ettari di terreno ogni anno restavano incolti e gli agricoltori ricevevano, per questo, incentivi. Una politica economica legata ai prezzi del grano, una speculazione senza alcun senso. Perché non ha senso non produrre per fare lievitare i prezzi. Così facendo aumentavano anche i prezzi della farina e del pane. Poi le varie unioni dei consumatori denunciavano che i fornai applicavano aumenti ai prezzi. I paesi poveri della terra, che non possono produrre derrate alimentari, devono per forza importare la farina e il grano a prezzi alti. Se poi ci mettiamo anche la crisi economica dell’Occidente, tali prezzi – si capisce – saranno insopportabili per chi ha poche risorse. La FAO lancia progetti per promuovere il potenziale dell’industria agricola nei Paesi poveri della Terra alle prese con la siccità e la desertificazione. In paesi come Bangladesh e Zambia quasi il 40 per cento della popolazione è sottonutrita. «L’esplosivo e rapido aumento dei prezzi alimentari non fa che peggiorare la situazione», ha detto Bage, presidente dell’IFAD. I grandi del mondo hanno preso l’impegno di destinare lo 0,7 % del PIL ai Paesi poveri. Nel tempo poco è stato fatto, perché il PIL non và mai oltre lo “zero”. E in questo tempo di crisi economica, certo, nessuno potrà fare niente ancora per diversi anni.

Si varano leggi che incentivano gli agricoltori a coltivare prodotti per l’ottenimento di biocarburanti che salvaguardano l’ambiente e si risparmiano le risorse energetiche, destinate all’esaurimento, quali il petrolio e il gas metano. In seguito al ritiro del set-aside la LIPU denunciava che è venuto a mancare l’habitat per gli uccelli che adesso, con i campi coltivati, non trovano più spazio dove nidificare mentre d’inverno non trovano cibo. Così, mentre mancava il cibo per nutrire il genere umano, almeno gli uccelli potevano mangiare.

L’occidente, con le sue manie, sfrutta i Paesi del sud-est del mondo ricchi di risorse energetiche per potere soddisfare le proprie esigenze di crescita.
I Paesi più ricchi di tali risorse, sono i più poveri della terra. Governati da regimi totalitari e dittatoriali, poche persone che mantengono nell’ignoranza e nella povertà il popolo per arricchirsi e sono proprio quelli che, con i petrodollari, finanziano progetti nucleari atti a costruire bombe atomiche per mantenere lontani gli altri Stati che possono interferire con la loro politica. Interessi di pochi che sovrastano quelli di molti.

Cosa può fare l’ONU e i Governi occidentali affinché questa gente non soffra più la fame?
Molto si è fatto, gli aiuti umanitari negli anni si sono moltiplicati. Sono nate organizzazioni a livello mondiale, si è distribuito cibo, denaro e medicine. Molti missionari sono morti per difendere concetti come la libertà e l’uguaglianza lottando contro la povertà. A quanto pare non è bastato, e sono sicuro che non basterà, fintanto che governi dittatoriali e Stati totalitari guidati da militari faranno i padroni. Il petrolio è l’arma del ricatto, che questi Stati attuano, per evitare interferenze. Ultimamente si è arrivati alla cosiddetta “Guerra del Golfo” ed alla caduta del regime di Saddam Ussein, in IRAQ con tutto quello che ne è scaturito, migliaia di morti. Oggi stiamo assistendo all’egemonia dell’IRAN nel mediterraneo ed ancora alle minacce che vengono dalla Corea del Nord. Minacce reali al mondo occidentale. Stati dove prevalgono le politiche dei singoli a quelle popolari, che tendono a mantenere lontana la democrazia, nemica del totalitarismo comunista.

Quale alternativa alla guerra per liberare questi Paesi dalla soppressione? E’ la guerra che può liberare i popoli che soffrono la fame? E quando le risorse energetiche si esauriranno, quale sarà la fine di questi popoli e quale sarà il futuro dell’occidente?

Molti pensano che liberare dall’analfabetismo i Paesi poveri sia la soluzione perché, il sapere, potrà aiutare ad uscire dal sottosviluppo. I giovani potranno imparare a sviluppare ed a migliorare le tecniche di lavorazione della terra e degli allevamenti per sconfiggere la povertà ed anche per prendere coscienza della democrazia che, in molti Stati, manca del tutto. l’IFAD in questo campo sta facendo molto.

Spero in un futuro, in cui tutti i popoli della terra siano liberi di scegliersi l’organizzazione politica che vorranno, dove ogni individuo della Terra metta la libertà degli altri sullo stesso piano della propria.