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Randagismo, una incognita da trattare

"Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà" (Emile Zola)
di Salvatore Piraneo, pubblicato il: 29/10/2013 in: Società, Letto: [1128] volte

Parlare oggi di randagismo e considerarlo nella giusta, severa gravità, servirebbe a far capire a chi ancora non lo ha compreso, che abbandonare i cani  è scorretto e brutale ed allo stesso tempo rappresenta sempre più un grave rischio per tutti quanti.

Randagismo

Troppe volte, di recente, abbiamo assistito a scene di disperazione e di “fobia  canina collettiva” quando apprendiamo che si sono verificati eventi luttuosi per le improvvise aggressioni di branchi  di cani randagi che spesso e volentieri si sono trasformati in belve feroci e assetate di sangue.
il randagismo, anche se si fa finta di non saperlo, molto spesso è originato dalla  società stessa e dalla vita frenetica che conduce, sempre più orientata alla ricerca di un lavoro che non c’è e al sogno effimero del raggiungimento del benessere a tutti costi.
Spesso ne fanno le spese gli animali domestici, che abbandonati al loro destino, si aggregano insieme ritornando allo stato selvaggio, trasformandosi da miglior amico dell’uomo in suo mortale nemico.


Il randagismo non fa notizia, è spesso per chi amministra la cosa pubblica è solo un problema di immagine ma anche e soprattutto di responsabilità ed economico, anche se in talune trasmissioni televisive abbiamo assistito, da parte di alcuni politici, a scene di  sincera testimonianza del loro serio e profondo impegno animalista.
Tuttavia quotidianamente, vediamo gruppi di cani randagi che vagano indisturbati e senza meta per le strade della città, allora non sarebbe forse meglio, più sensato, ragionevole e soprattutto civile,  prevenire questi scenari di rischio per la collettività con opportune adeguate campagne di sensibilizzazione, soprattutto sui giovani in età ancora scolare, col far applicare le norme esistenti, con l’inasprirne la portata, col promuovere la sterilizzazione, o l’istituzione di adeguati canili  pubblici o privati, oppure semplicemente, con l’insegnare a chi ha un cane a gestirlo, attraverso la corretta educazione, in ogni caso pensare ad agire piuttosto che correre ai ripari poi, quando non rimane più niente da fare.

L’invito che vogliamo rivolgere a chi ha questi delicati compiti, che vorremmo fosse prontamente raccolto e condiviso, è quello di attivarsi in ogni direzione possibile per fare in modo che tutti i cittadini possano vivere la loro città in piena sicurezza, senza l’incubo di  essere aggrediti, o peggio vedere azzannati i propri cari, da orde incontrollate di cani randagi che ogni giorno infestano le nostre strade e diventano sempre più numerosi, affamati e pericolosamente aggressivi.

Salvatore Piraneo