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Ricordare è un dovere!

Vittime di una stessa inaccettabile e vile barbarie
di Calogero Cinquemani, pubblicato il: 17/11/2013 in: Società, Letto: [1317] volte

Nassiriya  è ricordata per la strage più grande di italiani all’estero.

19 italiani (12 carabinieri, 5 militari e 2 civili) e 9 civili iracheni hanno perso la vita a causa di un attentato terroristico a Nassiriya il 12 novembre 2003. L’edificio che ospitava il contingente italiano si è sbriciolato all’impatto con un camion imbottito di esplosivo.

Caduti di Nassiriya

Oggi, 12 novembre 2013, ne ricorre il decimo anniversario. E’ giusto, oggi, ricordare i nostri connazionali morti per una causa che non era la loro, che non era la nostra, almeno direttamente ma, che indirettamente ci riguarda, anzi, interessa il mondo intero. Il prezzo della libertà è alto; è stato alto nel nostro Paese. Molti, nell’ultima guerra, sono morti per rivendicare la libertà tolta dall’invasione nazista e molti sono i morti nel mondo per mano del terrorismo.

Queste, le parole del Presidente Napolitano:

"Rivolgo il mio deferente omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita adempiendo con onore al proprio dovere, al servizio dell'Italia e della comunità internazionale. Nel decimo anniversario della strage di Nassiriya, che oggi ricorre, un commosso pensiero va, in particolare, ai 19 italiani tragicamente caduti in quell'efferato, gravissimo attentato ed agli iracheni che con essi perirono, vittime di una stessa inaccettabile e vile barbarie"

I nostri militari erano in Iraq per assicurare al popolo iracheno la libertà e la democrazia, erano fratelli, erano mariti, erano padri ed erano figli.

Sono morti per tutti, sono morti per un bene comune: la libertà. Hanno immolato la loro vita al dovere, in nome di quella democrazia di cui tutti si riempiono la bocca e che tanti non rispettano. E’ giusto che le istituzioni ricordino questo giorno, è giusto che ognuno di noi ricordi i nostri fratelli caduti in tempo di pace per una guerra che loro non hanno voluto.

Nella nostra città è stato eretto un monumento dedicato ai morti di Nassiriya che fino a poco tempo fa, finché le intemperie non l’hanno portata via, era sovrastato con la bandiera tricolore.

Un monumento che aspetta che qualcuno posi ai suoi piedi un fiore; un fiore per ringraziare le famiglie che hanno perso i loro cari, per ringraziare il sacrificio di questi valorosi connazionali che sono andati in una terra straniera e ostile consapevoli che poteva verificarsi quello che, poi, è accaduto.

 Al di là delle ideologie … ricordare è un dovere!