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Pro Loco Castrofilippo

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Chiesa Madre

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Santuario di S.Antonio Abate

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Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

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La Festa della Madonna del Rosario

Madonna del RosaioSe la festa di  S. Antonio Abate è antichissima, quella della Madonna del Rosario non è da meno e si svolge, forse ininterrottamente, dal 1634. Nel periodo in cui nacquero parecchie associazioni religiose a Castrofilippo, nacque anche la Confraternita della Madonna del Rosario (1770), dello stesso anno è quella del SS. Sacramento ed è del 1752, invece quella di S. Agnese. 
La Confraternita della Madonna del Rosario, sicuramente, ebbe ad occuparsi di questa festa. 
Essa si svolgeva durante la I domenica di ottobre e, ora, non ha niente di particolare rispetto ad altre feste religiose. Ma negli anni passati essa era molto diversa, offrendo particolari momenti folkloristici. 

Giuseppe Pitrè, medico palermitano del secolo scorso e grande uomo di cultura, la cui opera è insuperabile, scrisse anche di questa festa castrofilippese. 
Egli, in poche pagine, fa rivivere al lettore momenti ormai dimenticati. E attraverso le sue frasi sembra di sentire le grida dei bambini, la voce del bottegaio, il grido del macellaio, lo scalpitio dei muli che « adorni di campanelli e fornimenti nuovi fiammanti, e con una figura della Madonna sulla fronte » vanno per il paese, con i loro cavalieri, a raccogliere offerte per la festa (soldi, oggetti d’oro e d’argento, ceri, frumento). Sembra di sentire il rullio dei tamburi, la musica, gli spari dei fuochi artificiali. Il Pitrè ci ricorda anche un'altra usanza, ormai dimenticata. 
E' questa la fiaccolata, che si svolgeva ogni sera, a iniziare da otto giorni prima della festa. «I giovani del paese incendiavano dei mazzi di serracchio, peChiesa Madrice - internircorrevano le strade e, dopo averli gettati tutti in mucchio davanti la Matrice, saltavano il fuoco ripetutamente». 
Per Santi Correnti è questo un « salto purificatore che i contadini fanno attraverso le fiamme, e che ricorda le analoghe cerimonie pagane dei Palilia e degli Ambarvalia».

Giuseppe Pitrè descrive pure un mercato affollatissimo che si svolgeva in Corso Archimede. A Castrofilippo, oggi, non esiste tale corso e la via Archimede non è così larga da poter ospitare un mercato. Probabilmente l’attuale via Regina Elena allora era il corso Archimede. La domenica pomeriggio, la Madonna, sorretta a spalle dai fedeli, « usciva » dalla chiesa e veniva condotta in processione per il cosiddetto «giro dei Santi». E' questo un percorso obbligato: la processione, partendo dalla chiesa Madre, percorreva l'attuale via Vittorio Emanuele, passando davanti al palazzo Ducale, fino a ritornare attraverso l'attuale corso Umberto, al punto di partenza. Tale percorso viene effettuato ancora oggi. Durante il « giro dei Santi » vi sono delle tappe obbligate che servono, anche, a dare il tempo ai fedeli di portare le offerte alla Madonna.

Ogni offerta viene alzata al cielo, perché tutti possano vederla. Questo gesto è seguito dal grido: « Viva la Madonna du Rusariu! »  
Una volta si organizzavano parecchi giochi: le corse dei sacchi, il gioco delle pentole, l'albero della Cuccagna e così via. 
Un particolare momento era il lancio dei palloni. Questi erano realizzati con carta colorata, e imitavano svariate figure. Alla base di essi acceso un batuffolo di cotone che, col calore, spingeva in alto i palloni; uno spettacolo davvero eccitante vedere questi palloni luminescenti allontanarsi piano piano, nel cielo scuro. 

Poi c'era il complesso bandistico, che intratteneva per ore, suonando famosi motivi. 
E, infine, i fuochi artificiali. E così, a mezzanotte tutti col naso per aria per vedere migliaia di piccole luci multicolori accendersi, allargarsi, descrivere una figura in cielo e poi spegnersi, come la giornata già trascorsa. E mentre ci si ritirava a casa, si rammentava quanto si era fatto, perché un anno era passato, nell'attesa di un'altra festa della Madonna del Rosario. (T.Inzalaco)

 


  Contenuto aggiornato il 06/04/2019